Parlare di testamento non porta sfortuna. Porta chiarezza e risparmia ai propri cari mesi, a volte anni, di incertezza giuridica e conflitti familiari.

Il testamento olografo

Il testamento olografo è scritto per intero, datato e sottoscritto dal testatore di proprio pugno. Non richiede testimoni, non richiede il notaio, non comporta costi immediati. Proprio per questo è la forma più diffusa, ma anche quella più frequentemente contestata davanti ai tribunali.

I requisiti formali sono tassativi. La legge richiede che il testamento sia scritto a mano dal testatore: non è ammessa la scrittura a macchina, con un PC o con il telefono. Non è ammessa la scrittura da parte di terzi. La data deve essere completa (giorno, mese, anno) e la sottoscrizione deve essere apposta di pugno. L'assenza anche di uno solo di questi elementi rende il testamento annullabile.

I rischi principali del testamento olografo sono quattro:

Il testamento pubblico

Il testamento pubblico (o notarile) è ricevuto dal notaio, alla presenza di due testimoni, e si basa sulla dichiarazione orale del testatore. Il notaio provvede a redigere l'atto, a leggerlo e ad assicurarsi che il testatore ne comprenda il contenuto.

I vantaggi rispetto all'olografo sono significativi:

Quando conviene l'uno o l'altro

Il testamento olografo può essere sufficiente quando il patrimonio è semplice, la volontà è chiara, la famiglia è unita e il testatore è pienamente capace.

Il testamento pubblico è preferibile — e spesso indispensabile — quando il patrimonio è complesso, vi sono rapporti familiari conflittuali, il testatore ha problemi di salute che potrebbero dar luogo a contestazioni sulla capacità, o quando si vuole la certezza assoluta che la propria volontà venga rispettata.

In ogni caso, prima di redigere qualsiasi forma di testamento, è opportuno consultare un notaio: la pianificazione successoria è un atto di responsabilità verso chi si ama.