Area di pratica

Diritto tributario e fiscalità notarile

Imposte · Agevolazioni · Prezzo-valore · Pianificazione

Ogni atto notarile genera imposte. Calcolarle correttamente, applicare le agevolazioni spettanti, scegliere il regime fiscale più conveniente: è un lavoro tecnico che fa la differenza tra una compravendita ben gestita e una operazione che, anni dopo, ti costringe a un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate. Lo studio liquida le imposte, le versa allo Stato e ti consegna l'operazione "chiusa fiscalmente".

Il ruolo fiscale

Il notaio come sostituto d'imposta

Per gli atti notarili, il notaio è responsabile d'imposta: calcola, riscuote dalle parti e versa allo Stato le imposte connesse all'atto. È un meccanismo previsto dalla legge che ti libera da qualsiasi adempimento successivo: paghi una sola volta, in studio, e l'Agenzia delle Entrate riceve quanto dovuto.

Trasparenza dei costi: nessuna sorpresa
Il preventivo dello studio include in modo distinto onorario notarile, imposte e spese vive. Le imposte non sono "un di più" da pagare dopo: vengono calcolate prima e incassate insieme alla stipula. Il tuo costo finale è quello del preventivo.
Compravendite

Il meccanismo del "prezzo-valore"

Per le compravendite di immobili residenziali e relative pertinenze acquistati da privati, è possibile scegliere un meccanismo di tassazione molto vantaggioso: il prezzo-valore (articolo 1, comma 497, legge 266/2005).

In sintesi: le imposte (registro, ipotecaria, catastale) si calcolano sul valore catastale dell'immobile (rendita rivalutata moltiplicata per i coefficienti di legge) anziché sul prezzo dichiarato in atto. Quasi sempre, il valore catastale è significativamente più basso del prezzo di mercato. Il risparmio fiscale può essere consistente.

Agevolazioni

Le "prime case" e gli altri benefici

Le principali agevolazioni fiscali che entrano negli atti notarili sono:

Pianificazione

Pensare al fisco prima dell'atto

Buona parte dei vantaggi fiscali si ottiene prima della stipula, scegliendo la struttura giusta dell'operazione. Una donazione fatta con "riserva di usufrutto" ha imposte diverse da una donazione piena. Un trasferimento aziendale in famiglia, se ben pianificato, può essere completamente esente. Un acquisto fatto da un coniuge piuttosto che da entrambi può cambiare l'agevolazione prima casa.

Lo studio non si limita a calcolare le imposte dovute: in fase preparatoria, analizza le alternative possibili e propone quella più efficiente sotto il profilo fiscale, sempre in coerenza con la sostanza dell'operazione. Al momento della firma, leggo personalmente e integralmente l'atto e spiego il regime fiscale applicato, le agevolazioni richieste e le loro condizioni di mantenimento.

Domande frequenti

Le risposte ai dubbi più comuni

Quanto costano le imposte di una compravendita?
Dipende dal tipo di operazione. Per una prima casa tra privati con prezzo-valore, le imposte ammontano in genere al 2% del valore catastale + 100 euro (imposte fisse ipotecaria e catastale). Per un'altra casa, il 9% del valore catastale + 100 euro. Lo studio fornisce il calcolo esatto sulla base dei dati specifici dell'immobile.
Posso perdere l'agevolazione prima casa dopo l'acquisto?
Sì, in tre casi principali: (1) dichiarazioni false in atto, (2) mancato trasferimento della residenza nel Comune entro 18 mesi, (3) rivendita prima di 5 anni senza riacquisto di altra prima casa entro 1 anno. Nei casi di decadenza, l'Agenzia recupera la differenza di imposte oltre a una sanzione del 30% e gli interessi.
Sono giovane e voglio acquistare prima casa: ho diritto a sconti aggiuntivi?
Se hai meno di 36 anni e un ISEE non superiore a 40.000 euro, la normativa prevede agevolazioni ulteriori (in alcuni periodi sono state riconosciute esenzioni totali o crediti d'imposta). La materia è stata oggetto di varie proroghe nei recenti anni: lo studio verifica la vigenza al momento del tuo acquisto e applica il regime più conveniente.
Cosa è l'imposta sostitutiva sul mutuo?
Per i mutui fondiari (mutui di durata superiore ai 18 mesi destinati ad acquisto, costruzione o ristrutturazione di abitazioni), si applica una imposta sostitutiva al posto delle imposte di registro, di bollo, ipotecaria e tasse di concessione governativa. È pari allo 0,25% del capitale per la prima casa, al 2% per le seconde case. Una semplificazione che riduce i costi di mutuo.
Le imposte di successione sono alte?
In Italia, no — sono tra le più basse d'Europa. Per coniuge e figli c'è una franchigia di 1 milione di euro a beneficiario, sotto la quale non si paga nulla. Oltre, l'aliquota è del 4%. Per fratelli franchigia di 100.000 euro e poi 6%. Per altri parenti fino al 4° grado, nessuna franchigia, aliquota 6%. Per estranei, 8%. A queste si aggiungono imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) per gli immobili.
Devo pagare le tasse di donazione su somme di denaro?
Sì, le donazioni di denaro sono soggette alle stesse imposte delle donazioni di altri beni, con le stesse franchigie. La donazione di "modico valore" (relativa alle condizioni economiche del donante) può essere fatta senza atto pubblico, ma resta soggetta al regime fiscale generale. Per somme rilevanti è prudente formalizzare con atto.
Cosa è il "credito d'imposta prima casa"?
Se vendi la tua prima casa e ne acquisti un'altra (anche essa prima casa) entro 1 anno, hai diritto a un credito d'imposta pari all'imposta di registro o IVA pagata sul primo acquisto, fino al limite di quella dovuta sul secondo. È un meccanismo che facilita la mobilità abitativa. Lo studio calcola e applica il credito direttamente in atto.
Parliamone

Un'operazione fiscalmente da analizzare?

Compravendita, donazione, successione, costituzione di società: ogni atto ha un profilo fiscale che merita un'analisi specifica. Sono a disposizione per un colloquio in cui valutare insieme la struttura più efficiente. Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale: il tuo caso specifico richiede una valutazione dedicata.