Area di pratica

Donazioni a Cagliari

Donazioni immobiliari · Donazioni di denaro · Patti generazionali

Donare è uno dei gesti più liberi e più antichi: anticipare in vita una parte del proprio patrimonio a chi vogliamo aiutare, sostenere, prepararsi a un futuro più solido. Ma è anche uno degli atti che richiede maggiore consapevolezza: gli effetti fiscali, le interferenze con la successione e i rischi sul valore commerciale dell'immobile donato sono temi tecnici che vanno gestiti con attenzione.

Cos'è

La donazione: liberalità in vita

La donazione è il contratto con cui una persona, per spirito di liberalità, arricchisce un'altra trasferendole un proprio bene o un proprio diritto (articolo 769 del codice civile). Può riguardare qualsiasi tipo di bene: un immobile, una somma di denaro, partecipazioni societarie, oggetti di valore, automezzi.

È un atto solenne: deve essere stipulato per atto pubblico notarile in presenza di due testimoni, a pena di nullità (eccetto la donazione di modico valore, per la quale è sufficiente la consegna della cosa).

Fiscalità

Franchigie e imposte

L'imposta sulle donazioni in Italia è generalmente vantaggiosa, grazie a franchigie significative. La normativa di riferimento è il D.Lgs. 346/1990 e successive modifiche:

Per gli immobili si aggiungono le imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale, salvo agevolazioni "prima casa" se il donatario ha i requisiti.

Attenzioni

Donazioni e successione

Donare in vita non è un modo per "aggirare" le regole della successione. Il sistema italiano protegge gli eredi legittimari (coniuge, figli, in mancanza genitori) attraverso due meccanismi:

Donazioni e rivendita: una criticità reale
Un immobile ricevuto in donazione può essere più difficile da rivendere o da dare in garanzia per un mutuo. Le banche, infatti, possono essere prudenti per il rischio (oggi raro ma teoricamente esistente) che gli eredi del donante agiscano in riduzione fino a 20 anni dopo. Esistono strumenti per ridurre questo rischio (assicurazioni specifiche, rinunce all'azione di restituzione), ma il tema va affrontato in studio al momento della donazione, non a distanza di anni.
Il rogito

Cosa succede in studio

L'atto di donazione si svolge alla presenza di donante, donatario e due testimoni (richiesti dalla legge per la solennità dell'atto). Prima dell'atto, lo studio cura tutte le verifiche tecniche dell'immobile donato (ipotecarie, catastali, urbanistiche), identica diligenza rispetto a una compravendita.

Al momento della firma, leggo personalmente e integralmente l'atto alle parti e ne spiego il contenuto, illustrando in particolare le conseguenze giuridiche (sulla legittima, sulla collazione, sulla rivendibilità) e fiscali. È un momento in cui le domande sono incoraggiate.

Domande frequenti

Le risposte ai dubbi più comuni

Quanto costa fare una donazione?
Il costo dipende dal valore del bene donato, dal tipo di bene (immobile, denaro, quote) e dal grado di parentela tra donante e donatario. Per donazioni a coniuge o figli, sotto la franchigia di 1 milione di euro, l'imposta di donazione è zero; restano imposte ipotecaria e catastale (per immobili) e l'onorario notarile. Lo studio fornisce un preventivo preciso in base al singolo caso.
Si può donare a un convivente di fatto?
Sì, ma con due attenzioni importanti. Sul piano fiscale, il convivente non legato da unione civile è considerato "terzo" e quindi sconta l'imposta dell'8% senza franchigia. Sul piano successorio, donare al convivente può creare frizioni con eventuali figli del donante: va pianificato considerando la legittima.
Donare casa ai figli: conviene?
Dipende dall'obiettivo. Se vuoi anticipare il patrimonio garantendo che vada effettivamente al figlio, è uno strumento solido. Devi però considerare: 1) potenziali tensioni con altri figli (collazione), 2) la difficoltà del figlio di rivendere o ipotecare l'immobile per i 20 anni successivi. In molti casi è preferibile un testamento (revocabile) o strumenti come la donazione con riserva di usufrutto.
Cos'è la donazione con riserva di usufrutto?
È una donazione in cui il donante trasferisce la "nuda proprietà" dell'immobile ma conserva l'usufrutto, cioè il diritto di abitarlo o di percepirne i frutti per tutta la vita. È molto usata tra genitori e figli: il genitore continua a vivere nella casa, il figlio diventa proprietario "in attesa". È fiscalmente conveniente perché si dona solo la nuda proprietà, di valore inferiore al pieno.
Si può annullare o revocare una donazione?
Sì, ma solo in casi tassativi previsti dal codice civile: ingratitudine del donatario (atti gravi contro il donante o suoi familiari) e sopravvenienza di figli del donante (se al momento della donazione non ne aveva). Fuori da questi casi, la donazione è irrevocabile. Per questo è importante decidere con calma, con la consulenza giusta.
Quali documenti servono per donare un immobile?
Servono i documenti del donante e del donatario (carta d'identità, codice fiscale, stato civile), l'atto di provenienza dell'immobile, visura e planimetria catastali, titoli abilitativi urbanistici (permesso di costruire, agibilità, eventuali sanatorie), APE. Lo studio acquisisce direttamente quanto possibile presso gli uffici.
Posso donare denaro a un figlio senza atto notarile?
Sì, ma con attenzione. Le donazioni di "modico valore" possono essere fatte con la sola consegna (anche bonifico). Cosa significhi "modico" dipende dalle condizioni economiche del donante: una somma di 5.000 euro può essere modica per chi ha grandi patrimoni, non lo è per chi ha redditi medi. Per somme rilevanti è prudente formalizzare con atto pubblico, anche per ragioni fiscali e successorie.
Parliamone

Un patrimonio da orientare?

Donare è un atto importante che va costruito con consapevolezza: sui suoi effetti immediati, su quelli futuri, sulle conseguenze per chi resta. Sono a disposizione per una consulenza dedicata. Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale: il tuo caso specifico merita un colloquio.